Gioca male, è raggiunto dalla Triestina e fa infuriare De Laurentiis: Reja a rischio?
Bucchi sfrutta un errore di Rossi e illude i suoi, ma gli ospiti dominano la ripresa. Nel finale Kyriazis gela il San Paolo con un colpo di testa vincente
di MIMMO MALFITANO
nella foto: Montervino consola Christian Bucchi, a terra, alla fine della gara con la Triestina (CUOMO)
C’è aria di tempesta. Va via, Aurelio De Laurentiis, evitando commenti. Potrebbe dire cose sgradevoli, a caldo. E non le dice. Ma le penserà. D’altra parte, 11 suo Napoli offre spettacoli indecorosi da tre partite. Vada perle trasferte di Piacenza ed Arezzo. Ma se la Triestina avesse vinto al San Paolo, nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo.
TRE BRUTTE FIGURE Tre brutte figure pesano, condizionano gli umori ma, soprattutto, lanciano qualche allarme. Mettendo da parte i fronzoli, dunque, la crisi va materializzandosi. C’è il rischio concreto che il presidente metta in discussione tutto e tutti. Cominciando da Pier Paolo Marino, passando per Edy Reja, per chiudere con la squadra. Le magre figure rimediate tra sabato e martedì scorso gliele hanno raccontate senza troppi particolari. Ma, ieri pomeriggio, il presidente ha avuto modo di constatare personalmente i limiti della squadra: chissà cosa avrà sentito dentro di sé pensando agli 8 milioni di euro investiti per raggiungere la promozione dinanzi ad una realtà che ne sta vanificando gli intenti. E’ troppo brutto da vedere, questo Napoli.
TRIESTINA INAPPUNTABILE Al di là dei suoi demeriti, la gara della Triestina è stata inappuntabile. Soltanto l’indecisione di Generoso Rossi, che ha portato al gol di Bucchi, avrebbe potuto mandare all’aria i piani di Andrea Agostinelli. Sotto l’aspetto tattico l’allenatore dei giuliani ha curato tutti i particolari, chiudendo ogni possibilità all’avversario di manovrare. E’ sugli esterni che la Triestina ha fatto la differenza. Pesaresi e Testini sono stati devastanti nel secondo tempo. Le loro progressioni hanno mandato letteralmente in crisi Montervino e Grava, mentre sulla destra Savini ha patito tanto le ripartenze di Marchini. I fischi piovuti sul Napoli a fine gara racchiudono l’amarezza della gente. Non tanto per il risultato, quanto per il rendimento che ha ricalcato abbastanza quello di Piacenza e Arezzo.
VERO NAPOLI? Viene da chiedersi se davvero questo è il Napoli che dovrà lottare perla promozione. Di certo, gli investimenti estivi non giustificano quest’avvio di stagione mediocre. La società vive un momento di grande imbarazzo. La fuga di De Laurentiis a fine partita è un chiaro segnale di quanto sia de[uso. Su Marino e Reja ha riposto la massima fiducia: certezze che rivedrà. Da oggi, nessuno più dovrà sentirsi intoccabile. La partita si apre con un piccolo giallo. Nella formazione del Napoli non c’è De Zerbi. Al suo posto, Capparella. Si saprà, a fine gara, che il fantasista non ha giocato per un leggero stiramento diagnosticato con evidente ritardo. E qui, il tentativo di pretattica fatto da Reja è stato disarmante: venerdì pomeriggio, l’allenatore aveva dettato gli undici che avrebbero affrontato la Triestina e tra essi era stato incluso anche De Zerbi pur sapendo che non avrebbe giocato.
IN VANTAGGIO Il Napoli, tuttavia, passa in vantaggio al 18’: la goffa respinta di Rossi sul precedente tentativo di Bucchi consente a Calaiò di rimettere la palla per il compagno: il tocco dell’attaccante è semplice semplice. C’è tanta Triestina, in ogni modo. Iezzo deve compiere un palo di interventi per evitare il pareggio: al 28’, blocca una conclusione da fuori di Rossetti; dieci minuti più tardi l’uscita su Eliakwu è provvidenziale. E’ nel secondo tempo che il Napoli crolla. Ovviamente, vanno esclusi gli ultimi due minuti, quando con Bucchi ha sfiorato due volte il gol. Ma in quella fase, l’avversario si è chiuso per difendere il pareggio. Pesaresi e Testini sfondano da tutte le parti. Agostinelli richiama in panchina Eliakwu ed inserisce Piovaccari. Diverrà lui l’incubo della difesa napoletana, esaltando più volte la bravura di Iezzo. Nel Napoli esordisce Garics che Reja inserisce sulla destra per arginare Pesaresi. Il minuto 40’ premia l’umiltà della Triestina che ottiene il meritato pareggio. La punizione di Allegretti viene toccata da Piovaccari che allunga la traiettoria del pallone per il colpo di testa vincente di Kyriazis. E sul Napoli cala la notte.
DOPO PARTITA
Il presidente accusa la squadra negli spogliatoi. Poi summit col tecnico
di GENNARO BOZZA
Altro che produttore, Aurelio De Laurentiis è un vero attore, che mischia alla grande Napoli e Hollywood. Nasconde con un sorriso brillantissimo l’incazzatura nera per il pareggio, sfugge alle domande e, quasi stretto in un angolo di un ideale ring, risponde solo a una provocazione. «Qual’è il suo stato d’animo?». E lui, sarcastico: «il mio stato d’animo è fantastico».
Ma, visto il personaggio, è opportuno utilizzare le stesse tecniche dei film per capire cosa sta succedendo davvero. Flashback. O meglio, per capirsi: antefatto, passo indietro. De Laurentiis, che per la prima volta in questo campionato ha assistito a una partita del Napoli, va negli spogliatoi e scarica la sua ira su tutti. Certo, con stile, con educazione, ma sempre di sfogo si tratta.
Ai giocatori rimprovera la mancanza di impegno, rinfaccia il fatto di essersi svegliati solo dopo il gol della Triestina. Poi, rivolto all’allenatore Edy Reja e ai d. g. Pier Paolo Marino, dice: «Con voi parlo dopo». Una frase che è come un epitaffio.
Peggio, detta davanti ai giocatori, è un modo per far perdere, ai loro occhi, autorità e autorevolezza ai responsabili tecnici. Poi, se ne va e ai giornalisti, In famelica attesa, concede un’altra frase sibillina: «Scappo, vado a Lecce per le riprese del film. Nemmeno dovevo venire a vedere questa partita». Già, vuoi forse dire che si è pentito di averla vista? E comunque, prima di «scappare» a Lecce, è in programma una riunione serale con Reja e Marino, che, paradossalmente, sono gli unici a non comprendere (almeno ufficialmente) cosa ha detto De Laurentiis. Marino, generosamente, «difende» il presidente: «Perché lo dipingete come un mangiallenatori? Smettiamola. E’ un uomo equilibrato destinato a guidare il Napoli per 10 anni. Ha cominciato a capire il calcio e sa come comportarsi». Ma quel «ha cominciato a capire il calcio» non suona certo come un complimento. Prima non lo capiva? Reja preferisce andare sugli aspetti tecnici, anzi, fisici: «In questo momento non ne abbiamo, ma c’è il tempo per recuperare». L’unico davvero rilassato è il tecnico della Triestina, Andrea Agostinelli: «Credevo che il Napoli ci avrebbe messo più in difficoltà, ma è anche merito nostro se non l’abbiamo fatto giocare come sa. Abbiamo meritato il pareggio».
MARCATORI: Bucchi (N) al 18’ p.t., Kyriazis (T) al 40’ s.t.
NAPOLI (4-3.1-2) Iezzo 6,5; Grava 5, Cannavaro 5, Giubilato 5, Savini 5 (dal 17′ s.t. Garics 5); Montervino 5, Bogliacino (dal 36’ s.t. Amodio 5), Dalla Bona 5,5; Capparella 6 (dal 27’ s.t. Trotta 5): Bucchi 5,5, Calaiò 7.
ALLENATORE: Reja 5.
PANCHINA: Gianello, Maldonado, Gatti, Sosa.
ESPULSI: nessuno.
AMMONITI: Savini e Bucchi per gioco scorretto.
TRIESTINA (4-4-2) Rossi 5; Kyriazis 6,5, Lima 6,5, Mignani 6, Pesaresi 7; Marchini 6, Rossetti 6 (dal 18’ s.t. Kalambay 6), Allegretti 6,5, Testini 6,5; Graffiedi 6 (dal 37’ s.t. Ruopolo 6), Eliakwu 5,5 (dal 6’ s.t. Piovaccari 6,5).
ALLENATORE: Agostinelli 6,5.
PANCHINA: Dei, Briano, Azizou, Abruzzese.
ESPULSI: nessuno.
AMMONITI: Allegretti, Marchini, Lima per gioco scorretto.
ARBITRO: Pantana di Macerata 6.
GUARDALINEE: Farina 6 – Bianchi 6.
NOTE: spettatori paganti 9.692 per un incasso di 117.096 euro. Abbonati 19.241 (quota non comunicata). Angoli: 4-1. Tiri in porta: 6-8. Tiri fuori: 5-7. Fuorigioco: 2-3. Recuperi: 2’ p.t., 4’ s.t.
(Fonte: La Gazzetta dello Sport)



